da “Bresciaoggi”
Cita Cervantes, richiama Dolores Abbiati, considerata una grande maestra di politica, crede nelle donne, capaci di impreziosire l’umano con la dolcezza.
Ma non chiamatela idealista, perché Donatella ALBINI, 53 anni, ginecologa all’ospedale di Chiari, alle spalle tante esperienze nei movimenti per dar voce alla società civile, si presenta come candidato sindaco di Brescia per la Sinistra Arcobaleno sostenuta, prima di tutto, dalla concretezza.
«C’È BISOGNO di un’alleanza di centro sinistra più ampia e ricca di idee, che sappia integrare pezzi di cultura politica irrinunciabili per la costruzione di una casa comune», dice, dopo l’investitura da candidato sindaco, mentre gli esponenti dei Verdi, Sinistra Democratica, Rifondazione e Comunisti italiani se la cullano con gli occhi, quasi che in lei la Sinistra Arcobaleno avesse trovato la quadratura del cerchio.
«È tempo di riaffermare la passione politica vera, che si alimenta di un’etica del dubbio come di parole e progetti, nel segno della solidarietà e del rispetto», spiega, nel tracciare un primo, embrionale slancio di programma, quello di una Brescia «che torni ad essere la città dei bambini e delle donne, che sappia avere cura degli anziani, una città luminosa non solo in centro, ma anche nelle periferie, dove le auto possano scorrare accanto alle biciclette».
Non ama l’espressione «contendenti», troppo medievale; parla piuttosto di Laura Castelletti come di un interlocutore valido, e attende di far conoscenza con Emilio Del Bono.
È certo che per il momento manterrà il proprio lavoro in ospedale, «perché è lì la radice della mia sensibilità», il luogo dove coltivare quella scienza ostetrica che è anche maieutica socratica, e che insieme a far nascere bambini, dà la chiave per far nascere e affermare le idee.
CON DONATELLA ALBINI la Sinistra Arcobaleno parteciperà alle prossime primarie.
«E se dovesse emergere qualche riserva che ci tiene fuori dalla coalizione di centro sinistra, staremo tutti fuori, e Donatella sarà la nostra candidata», avverte Paolo Mori dei Verdi.
Se invece la coalizione sarà compatta, e le primarie dovessero decretare un altro candidato, ALBINI sarà la capolista della Sinistra Arcobaleno.
I banchi del Consiglio comunale, tra l’altro, li conosce già dall’esperienza di consigliere nel ’90, eletta con il Pci.
Ma non è più tempo per i ricordi, è tempo per i programmi – su quello elettorale si sta già lavorando – e per mettere a punto un modo nuovo di parlare alla gente.
«Mi piacerebbe «uscire dal seminato» tradizionale, per parlare ai giovani e a quelli a cui i messaggi non arrivano: in fondo, serve adeguare il linguaggio, per costruire qualcosa insieme».